venerdì 12 giugno 2026

Post di Laura Amoretti in FB: Per Nessy, per Aisha, per tutte le donne che vedono violati i propri diritti.


In merito alla vicenda che riguarda Nessy Guerra e la piccola Aisha, il mio primo intervento è avvenuto come Consigliera comunale della Città di Imperia, nel rispetto del ruolo istituzionale di tutela dei principi di uguaglianza, dignità e non discriminazione. Ritengo però oggi importante intervenire anche come Consigliera di Parità della Regione Liguria. Pur essendo le competenze di questa funzione legate principalmente al mondo del lavoro, esse si inseriscono comunque in un più ampio impegno per la tutela dei diritti fondamentali delle donne e per il contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza di genere. Quando una donna vede messi in discussione la propria dignità, la propria libertà o il pieno esercizio dei propri diritti, le istituzioni hanno il dovere di vigilare e richiamare con fermezza i valori sanciti dalla nostra Costituzione, dalle normative nazionali ed europee e dalle convenzioni internazionali poste a tutela delle donne. Di fronte a discriminazioni, esclusioni o delegittimazioni, limitazioni o addirittura privazioni di diritti non possiamo voltare lo sguardo altrove. Difendere i diritti delle donne significa intervenire ogni volta che emergono situazioni che possono comprometterne la dignità e la piena partecipazione alla vita sociale, civile e lavorativa. Per questo ritengo doveroso esprimere la mia posizione su questa vicenda perché il silenzio delle istituzioni non è mai neutrale e rischia talvolta di trasformarsi in indifferenza, un atteggiamento che non può appartenere a chi ha il compito di servire la comunità. Dobbiamo quindi riportare Nessy e la piccola Aisha a casa perché Nessy è una cittadina italiana e lo Stato ha il dovere di attivarsi per garantire la tutela dei suoi diritti fondamentali. Dobbiamo riportare Nessy e Aisha a casa perché il principio di uguaglianza tra donne e uomini non può fermarsi ai confini nazionali e non può essere subordinato a norme che limitano l'autodeterminazione femminile. Dobbiamo riportare Nessy e Aisha a casa perché nessuna donna dovrebbe essere perseguitata, privata della libertà o esposta a trattamenti discriminatori per scelte che riguardano la propria vita personale. Dobbiamo riportare Nessy e Aisha a casa perché la libertà personale e la dignità delle donne sono diritti umani fondamentali riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalle Convenzioni internazionali. Dobbiamo riportare Nessy e Aisha a casa perché la Convenzione di Istanbul impone agli Stati di contrastare ogni forma di violenza contro le donne, comprese quelle forme di controllo, coercizione e discriminazione che ne limitano la libertà e l'autodeterminazione. Dobbiamo riportare Nessy e Aisha a casa perché la tutela dell'infanzia richiede che ogni decisione sia assunta nel superiore interesse della minore, principio riconosciuto dal diritto internazionale e più volte richiamato dalle istituzioni che si sono occupate del caso. Ma soprattutto dobbiamo riportarle a casa perché dietro ogni principio giuridico c'è una persona, dietro ogni diritto c'è una vita, dietro ogni attesa c'è una madre e una bambina che meritano protezione, ascolto e giustizia. È necessario che lo Stato riaffermi con chiarezza che i diritti delle donne non sono negoziabili e che nessuna donna deve essere lasciata sola quando la sua dignità, la sua libertà e la sua uguaglianza vengono messe in discussione. La credibilità delle istituzioni si misura anche dalla loro capacità di intervenire con tempestività, coraggio e determinazione nella difesa dei diritti fondamentali. Per queste ragioni rivolgo un appello al Governo affinché presti la massima attenzione a questa vicenda e valuti ogni iniziativa utile a garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali coinvolti. Perché la tutela dei diritti non è una questione che riguarda una sola donna: riguarda la qualità della nostra democrazia, la forza dei nostri valori e il volto che vogliamo dare alle nostre istituzioni. 
Per Nessy, per Aisha, per tutte le donne che vedono violati i propri diritti.